FAQ's

Quali sono le domande più frequenti..?

Desidero condividere le domande più frequenti perchè possono diventare una risposta anche per coloro che cercano di capire cosa s'intende per Domotica ma soprattutto quali sono i benefici reali che possiamo ottenere dal nostro attuale impianto.
Come funziona un sistema domotico?

Tutti i sistemi domotici funzionano in base allo stesso principio:  punti di comando (es. i pulsanti di accensione luci) e punti di attuazione (relais, quelli che fanno “accendere la luce”).  La differenza rispetto ad un sistema tradizionale è che il singolo punto di comando non è collegato “elettricamente”  al singolo/i  punto di  attuazione e quindi ad ogni comando possono essere attribuite a piacere molteplici attuazioni.

Mi spiego con un esempio:  in un impianto tradizionale premendo un interruttore (punto di comando) accendo o spengo (attuazione) le lampadine collegate fisicamente tramite cavo elettrico.  Se volessi cambiare il numero o la posizione delle luci che accendo dovrei far sfilare i cavi elettrici e farli ricollegare alle nuove luci che intendo comandare. In un impianto domotico sarà sufficiente “assegnare” allo stesso punto di comando l’accensione e lo spegnimento delle nuove luci desiderate.  Il tutto ora può essere effettuato direttamente dal cliente ,  senza l’intervento di un tecnico, mediante la gestione dei cosiddetti “scenari”.

Quindi tutti i sistemi domotici sono uguali?
No, funzionano solo con lo stesso principio di base, diverso è il sistema di comunicazione tra punti di comando e punti di attuazione (protocollo di comunicazione) e diverso è l’ hardware impiegato ovvero il materiale impiegato, tutto ciò si traduce in diversi gradi di costi e di affidabilità complessiva.
Quando si parla di domotica facile?
Quando non ci si accorge di averla se non per le comodità che ci fornisce.
Chi propone la Domotica è un elettricista?
Non esattamente, la parte interessante di questo lavoro è che si opera contemporaneamente su molteplici materie, bisogna essere un po’ architetti, progettisti, elettricisti, termoidraulici, esperti di sicurezza … ovvero avere un minimo di conoscenza sugli impianti che bisogna integrare con la domotica. Il termine più corretto è quindi integratore di sistemi.
La domotica integra gli impianti dell’abitazione?
Si, se progettata ed installata correttamente integra gli impianti dell’abitazione e ne facilita l’utilizzo rendendo l’abitare più efficiente, confortevole ed economico.
E se non progettata ed installata correttamente?
Risulta facilmente uno spreco di denaro: se devo installare un impianto domotico al solo scopo di accendere e spegnere le luci, lo posso fare tranquillamente in modo tradizionale. Se il mio interesse è quello di essere sicuro di aver spento tutte le luci quando esco di casa, è sufficiente staccare automaticamente le prese luci quando il sistema antifurto è inserito, il tutto con la spesa di poche centinaia di euro.
Quindi?
Quindi bisogna partire sempre dalle esigenze del cliente, seguendolo per mano e consigliandolo in forza all’esperienza maturata , tenendo presente che nella maggior parte dei casi non ha conoscenza specifica della materia, questo fa la differenza in termini professionali ed è la mission della ns. azienda, forse il termine più consono per definirla e’ “Tecnologia Sartoriale”
Da chi bisogna diffidare?
Dai tuttologhi che propongono insieme servizi troppo eterogenei che vanno dagli impianti elettrici, fotovoltaico, condizionamento, antintrusione, videosorveglianza , antenne tv, carotaggio muri e amministrazioni condomini oltre, ovviamente, la .. Domotica ! Se l’azienda non è strutturata con divisioni e competenze specifiche in ogni materia elencata difficilmente si otterranno risultati gradevoli per il cliente. Questo a meno che la stessa azienda non faccia da semplice collettore impiegando personale specializzato nei settori sui quali non possiede know how necessario. Purtroppo questo concetto non è sempre seguito per via della inevitabile perdita di marginalità dovuta all’ impiego di personale esterno specializzato. Chi vi propone sistemi domotici che non comportano un minimo di integrazione la fa solo per “vendervi costosi pezzi”
Questo cosa determina?
Situazioni e risultati quantomeno discutibili, ci sarebbe veramente da ridere se il tutto non fosse finanziato dai ns. soldi ! Nell’edilizia però gran parte delle “cose discutibili” vengono nascoste dalla malta….mentre nell’impiantistica visibile i malfunzionamenti sono spesso attribuiti a cause “esterne” o rimbalzati tra gli impiantisti con il gioco delle responsabilità. Il concetto di “ad ognuno il proprio lavoro secondo competenza” dovrebbe imperare ma è messo in secondo piano dalla naturale appetibilità dell’ assicurarsi molteplici lavori.
In cosa si differenzia la ns. Azienda?
La nostra specifica competenza riguarda l’automazione domestica ed industriale, ci occupiamo anche di impianti Home Theatre ed audio multi room con soluzioni custom ed operiamo prevalentemente in quei settori. Da tre anni abbiamo introdotto anche la commercializzazione di corpi illuminanti LED per via dell’innegabile richiesta di risparmio energetico da parte del mercato. Se il cliente ci richiede un impianto HI-FI da audiofilo estremo oppure una sala conferenza con traduzione simultanea ci rivolgiamo ad aziende qualificate e da noi selezionate in base a riscontri oggettivi. L’obbiettivo è lavorare nell’interesse ed a tutela del cliente, ne più ne meno come si trattasse delle nostre abitazioni.
Dal punto di vista commerciale?
A scelta del cliente , manteniamo in ogni caso la responsabilità del funzionamento dell’insieme in modo che il committente abbia sempre una unica azienda responsabile e di riferimento.
Parliamo di risparmio energetico?
Vi sono due modi per ottenere risparmio energetico: il primo si ottiene in fase di progettazione ed acquisto quando si opta per una abitazione costruita secondo classe energetica elevata e dotata di impianti ed elettrodomestici consoni, il secondo modo , indipendente o sommatorio del primo, riguarda l’ottimizzazione del risparmio energetico attraverso l’eliminazione dei consumi non necessari. In questo caso la domotica è un ausilio estremamente utile. Facciamo degli esempi pratici: visto che il sistema domotico è in grado di sapere (attraverso l’integrazione con il sistema antifurto) se l’abitazione sia o meno presidiata, è in grado anche di esser programmato per l’esclusione automatica dei carichi non necessari, parliamo quindi dei famosi “occhietti” di standby, di eventuali luci dimenticate, di pompe di ricircolo acqua sanitaria, e di tutto ciò che non abbia senso che rimanga acceso quando non siamo presenti. Sempre attraverso una oculata progettazione e programmazione si possono attivare altre opzioni automatiche quali, per esempio, lo spegnimento dei condizionatori dopo un certo tempo che il sistema rileva l’apertura delle finestre (ma solo quando la temperatura esterna sia inferiore a quella interna), il processo inverso nel caso di riscaldamento, lo spegnimento automatico delle luci nei luoghi di passaggio, l’uso dei tende e parasole per limitare l’irraggiamento in funzione della quantità di luce rilevata ecc. … Ricordatevi che il grosso del consumo è paradossalmente causato da piccoli carichi attivi 24 h al giorno piuttosto che dal ferro da stiro od il forno che consumano grandi quantità di energia ma per periodi di tempo limitati. L’illuminazione a LED , visto i bassissimi consumi (fino a 1/10 delle lampade ad incandescenza a parità di luce emessa) , è un altro ausilio che impieghiamo con ottimo riscontro.
Ed in termini di sicurezza?
Anche in questo campo la domotica aiuta moltissimo, collegata ad elettrovalvole , sensori fumo, sensori antiallagamento è in grado non solo di avvisare il cliente dell’anomalia ma anche di intervenire direttamente bloccando l’afflusso dell’acqua o del gas ed impedendo l’accensione di qualsiasi corpo illuminante fino a che la situazione sia stata risolta. Ovviamente poi vi sono altre funzioni legate alla sicurezza grazie alla interconnessione con il sistema antifurto e la rete elettrica avvisando se vi è stata interruzione di corrente e quando viene ripristinata (importante per il frigo) , se le batterie del sistema antiintrusione sono da cambiare prima che questo suoni inutilmente.. più una serie di comode funzioni quali il ritiro delle tende da sole o la chiusura dei serramenti a nord all’arrivo della pioggia. Da ribadire un concetto importante proprio in termini di sicurezza: La tecnologia oggi mi permette di controllare l’ abitazione anche da remoto attraverso sms , o connessione internet , utilizzando i vari cellulari, smartphone, Ipad ecc. L’accesso da remoto è una gran comodità che mi permette, per esempio, di consultare lo stato dell’abitazione, di visualizzala attraverso le telecamere, di rispondere al citofono anche quando mi trovo altrove, di chiudere casa se decido di non rientrare, di spegnere e riaccendere il riscaldamento ma può esporre la mia abitazione anche ad attacchi esterni. Per “blindare” l’accesso ad estranei , oltre alle consuete sicurezze (passwords) e protezione delle pote esposte, i ns. impianti escludono tassativamente la possibilità di disinserire l’impianto di antiintrusione da remoto.
Parliamo di costi?
Già, i costruttori ci chiedono sempre “quanto costa al mq ?” e il cliente finale “quanto mi costa fare l’appartamento domotico” capisco il loro punto di vista ma qui non stiamo parlando di oggetti che si misurano a metri o chili, perché il nostro lavoro non è limitato alla semplice vendita di pezzi che compongono un sistema, pezzi che se non sono programmati per operare in funzione dello stile di vita di colui che userà ed abiterà la casa rimangono spesso solo degli inutili accessori.
Quindi è difficile mettere a confronto diverse offerte di domotica?
Si, se non si è propri del settore. Nel mercato infatti troviamo un numero elevato di offerte di domotica per un numero di prodotti altrettanto elevati e spesso la discriminante di scelta è data solo dall’importo finale che viene proposto. Le scelte operate in base alla sola offerta più bassa non necessariamente garantiscono un vantaggio oggettivo al cliente.
Ci sono delle regole particolari perché il cliente abbia una visione più chiara e possa operare al meglio le proprie scelte?
Certo, la prima regola dovrebbe essere quella di valutare le dimensioni e la “longevità” dell’azienda produttrice del sistema. Aziende appena sorte possono disporre di prodotti validi ma si corre sempre lo stesso rischio che si correrebbe acquistano le primissime serie di una nuova autovettura appena lanciata sul mercato…
La seconda è quella di valutare, oltre al costo dei pezzi impiegati, quali siano i benefit che otterremo dall’installazione di un sistema domotico, se chi ve lo sta vendendo non è in grado di illustrarli in modo esaustivo oppure non sa neanche di che cosa stiamo parlando il consiglio è quello di lasciar perdere. L’offerta del tipo “ti mettiamo la domotica a casa “ priva di alcuna spiegazione dei benefici offerti è quella che porta a spendere 3.000 € per avere l’unica funzione di un pulsante che spegne tutte le luci ! (salvo poi trovarsi ad avere le luci esterne accese tutto il giorno perché lo stesso sistema non è stato istruito ad ignorare il pulsante di accensione quando il comando viene dato di giorno).
In questi casi?
In questi casi, se l’obbiettivo del cliente è solo quello di aver la certezza che le luci siano spente quando esce di casa, consigliamo il cliente di risparmiare tutti i 3000 euro iniziali e gli applichiamo, con un costo di poche centinaia di euro, un teleruttore sulla linea luci con la logica antifurto inserito = non sono a casa quindi luci off…
Ecco perché riteniamo fondamentale un approccio fondato sulle esigenze del cliente e non sulla vendita di “pezzi”.
Perché l’integrazione permette di risparmiare?
Perché elimina le ridondanze negli impianti; inutile far installare un crepuscolare / orologio astronomico quando il sistema domotico lo integra già, inutile apporre un cronotermostato per zona climatica quando questa funzione si ottiene già con delle sonde integrate con la comodità di poter gestire le singole temperature delle zone da un uno strumento anche da remoto. Lo stesso discorso vale per i sistemi antiintrusione, la visualizzazione delle telecamere di videosorveglianza, la centralina per la miscelazione dell’acqua dell’impianto a pavimento e così via.
Il concetto del costo-beneficio
Nessuno vuole ovviamente “rubare lavoro” a nessuno, si tratta solo di verificare “a monte” ciò che viene proposto dai singoli prestatori ottimizzandone il funzionamento in base al concetto funzionale costo-beneficio, il tutto a favore del committente.
Troppe intelligenze? Limiti e responsabilità
Questa metodologia di lavoro non deve avere valenza assoluta ma va calibrata nel caso sia già presente un intelligenza evoluta di base nelle apparecchiature fornite: pensiamo ad una moderna pompa di calore dotata di propria centralina a gestione della temperatura scorrevole di mandata con propria sonda esterna, in questo caso andare a “sostituire” l’intelligenza presente nella macchina sarebbe un inutile costo aggiuntivo ed anche controproducente in termini di garanzia e responsabilità di funzionamento.
In questo caso ci poniamo “a valle” considerando la PDC come un generatore a se stante nella logica di funzionamento , comandando solo eventuali consensi e visualizzandone i parametri come lo stato ed il consumo, gestendo ed integrando elettrovalvole di zona, i circolatori e magari la deumidificazione con controllo del dew point (punto di rugiada).

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